C’è Aikido senza sacrificio?

Senza sacrificio manca il gusto della conquista.

Per poter veramente apprezzare ciò che facciamo sul tatami dobbiamo privarci dell’opportunità di fare qualcos’altro, quando la soddisfazione avrà sostituito il rimpianto per non aver potuto dire di sì a tutte le blandizie e gli inviti alla superficialità sapremo che abbiamo scelto il giusto.

Nel corso di una vita umana NON è possibile completare un percorso di conoscenza COMPLETA dell’aikido, figurarsi se è possibile andare oltre l’apparenza dividendoci in mille rivoli.

Con buona pace di chi crede nelle discipline che si “integrano”.

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2 pensieri riguardo “C’è Aikido senza sacrificio?

  1. Quella del giudicare è vecchia e di solito viene tirata in ballo da chi ha la coscienza sporca.
    D’altro canto se uno decide di fare aikido avrà pure una motivazione, dovendo poi praticarlo (con qualcuno, in un determinato posto) ci deve essere quel qualcuno che tira avanti la carretta per garantire a chi è libero di fare scelte diverse ed ogni tanto si degna di praticare, in caso contrario nel giro di pochi anni addio scuole, non credi?

  2. Forse ci sono anche altre cose che meritano di essere vissute… e se una persona fa una scelta diversa, penso sia doveroso rispettarla, senza giudicare.. non credi?

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