Iaido Hoki Ryu

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Lo Iaido Hoki Ryu, arte dell’estrazione veloce della spada giapponese, viene proposto nel nostro Dojo sotto forma di gruppo di studio riconosciuto ufficialmente dall’Istituto Iaido Italia.
La pratica si svolge il Venerdì dalle 19.30 alle 21.30, sono previste lezioni di prova, integrative o private, contattateci per ulteriori informazioni.

Di seguito troverete alcune note informative.

Cos’è l’ Hoki Ryu iaido

Iai do è formato dalle parole
I (Iru) = essere, esistere;
Ai = armonia, unione, cosa giusta;
Do = via, strada, sentiero.

Potremmo definire questa pratica “la base di tutte le Arti Marziali”.
L’impostazione e la filosofia dell’Hoki Ryu, riunisce in se tutti i principi basilari, per qualsiasi pratica marziale di stampo tradizionale.

L’Hoki-Ryu è uno stile di estrazione veloce della spada giapponese.
La scuola, rende capaci di agire nel modo più veloce ed efficace possibile, attraverso forme codificate (Kata), dove si apprende l’uso della spada e lo stile stesso.
Lo Iai-do (via dell’estrazione) nasce come sistema di difesa da attacchi improvvisi.
Nello Iai si svilupparono molti stili, ma 3/4 sono gli stili di base, tra cui l’Hoki Ryu.

A cosa serve, i benefici

Capacità di concentrazione, rapidità nei movimenti, pecisione millimetrica ed eleganza nelle movenze, sono alcune delle cose più evidenti che si possono ottenere da questa pratica.
Ma per i marzialisti più esigenti: silenzio della mente, come incremento alla velocità, e lentezza esasperata nei passaggi d’attenzione (Zanshin) e nei rinfoderi (Noto), per controbilanciare l’azione veloce (Yin-Yang).
Interiorizzazione del movimento, immagine dell’avversario e sviluppo dell’udito per sentire quando la spada uscendo dal fodero (Saia) produce ‘quel’ rumore particolare, completano in modo singolare questo stile e sé stessi.

La progressione di studio

Con una spada d’allenamento (Iai-to) l’apprendimento si sviluppa attraverso la pratica dei fondamentali: come tenere l’impugnatura (Tsuka), come sfoderare e rinfoderare, ed i colpi principali:

• Shomenuchi (Centrale alla testa),
• Kesagiri (Diagonale collo-anca),
• Gyakukesa (Diagonale anca-collo),
• Kote (Colpo al polso),
• Tsuki (Affondo). Seguendo con la pratica delle varie estrazioni:
Diagonale, verticale, da sotto, ed in rotazione da sotto, si accede poi a strutturare un Kata (forma codificata di movimenti) vero e proprio, e lo studio dei Kiai (emissioni sonore nel culmine dell’azione).
Ad un livello più avanzato cioè una volta appresi tutti i Kata, sia Omote che Chuden, si cominceranno ad allenare con un compagno, che attaccherà sempre più veracemente; questo tipo di allenamento si chiama Kumidachi. Shidachi si difende da Ukedachi, che lo attacca con la spada già estratta, applicando molti dei kata appresi. In questo allenamento si usano delle spade di legno, per l’effettiva pericolosità dell’azione. Dopo il conseguimento dello Shodan si inizieranno a studiare i kata Okuden (livello superiore).
Nella scuola non sono previsti combattimenti liberi, da sempre sono stati severamente vietati. Non è un gioco!
L’abbigliamento previsto è composto da una giacca da allenamento (keikogi da Judo, Aikido o Kendo), un’Obi (Cintura a fascia) e da una Hakama blu o nera.

Il Fondatore

Lo Iai-do (via dell’estrazione) nasce come sistema di difesa da attacchi improvvisi, attorno alla fine del 1400 inizi 1500,da Hayashizaki Kantsuke Shigendan, che fu il primo a fondare una scuola: il “Muso Ryu”.
Questo stile di Iai nasce nel 1600, per intuizione di Katayama Hisayasu, il quale era un esperto di molti stili tra cui l’ Hayashizaki-Ryu (Battojutsu).
Mise tutta la sua esperienza nell’insegnamento “Hokoyamu no Ho” che significa “tecnica per fermare le armi”. In origine questo stile si chiamava Ikkan Ryu, e divenne presto famoso, per ciò che proponeva.
Il Maestro Katayama divenne anche l’insegnante della famiglia Toyotomi, che allora governava il Giappone, fino a che non fu sconfitta da Oda Nobunaga. L’Imperatore “Goyosei Tenno” gli permise di diffondere lo stile, e gli donò anche il paese di Hoki. Il maestro Katayama, che nel frattempo aveva cambiato il suo primo nome di Tojiro in Hisayasu, si commosse per l’interessamento dell’Imperatore e in suo onore cambiò il nome di Ikkan Ryu in Hoki Ryu, nome che è rimasto invariato fino ad oggi.
Katayama Hoki no Kami Hisayasu morì nel 1650 all’età di 74 anni.
Uno dei suoi figli, Hisataka ereditò la scuola mentre un altro, Hisakatsu si spostò a Kyoto dove fondò una propria scuola.
Lo Hoki Ryu continuò a trasmettersi tramite la famiglia Katayama per 8 generazioni, finché questo filone della scuola non si estinse. Tuttavia nella zona di Kumamoto, nell’isola di Kyushu, lo Hoki Ryu continuò a trasmettersi ad opera di Hoshino Kakuemon che, alla fine del 1700, assunse il ruolo di caposcuola. In questa città l’interesse per questo stile restò molto vivo ed è proprio qui con l’ultimo Soke che studiò il maestro Nakazono Yoshio che, a sua volta, portò lo Hoki Ryu nella città di Kurume dove studiò il maestro K. Kumai.

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