AIKIDO DOLCE, una scelta di vita, anche a Pordenone.

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L’aikido dolce ha come matrice l’arte marziale (purtroppo ancora poco conosciuta) che ha rivoluzionato il mondo dei metodi di combattimento, l’aikido infatti porta in dote l’obbligo morale di non nuocere in alcun modo all’avversario, ciò si realizza all’atto pratico con l’utilizzo delle tecniche in un’ottica di assorbimento/svuotamento dell’aggressività dell’attaccante per poi restituirla nell’atto della proiezione o dell’immobilizzazione.

 

Le tecniche dell’aikido si contraddistinguono quindi per la non pericolosità ed una intrinseca ricerca di armonia tra i contendenti, ciò ha portato nel tempo a sviluppare una didattica centrata sulla ricerca di connessione tra le persone che mettono in atto la pratica attaccando e difendendosi.

I ruoli di attaccante e difensore sono evoluti in una sorta di situazione in cui troviamo un dualismo del tipo dante/ricevente, in cui i ruoli si alternano continuamente nella pratica al fine di ottenere una completa conoscenza del lavoro di entrambi, unendoli in una relazione di studio molto profonda, ricca di sfaccettature, sia nel capo fisico/tecnico che nel lato emotivo/psicologico.

Perchè limitare queste esperienze ai soli praticanti giovani, forti, energici?

Perchè non mettere in scena lo stesso metodo di studio e ricerca moderando l’efficacia tecnica quindi rendendo il gesto utile ed al tempo stesso replicabile da chiunque?

Anche da chi di “fare a botte” non ha nessuna intenzione ed anzi trova l’ambiente marziale deprimente ed anacronistico?

Ecco l’AIKIDO DOLCE:

Una pratica che racchiude in sé respirazione, meditazione in movimento, accrescimento/recupero delle capacità fisiche, di equilibrio e posturali.

Un lavoro che inizia con lo studio di forme individuali ma che ben presto approda al lavoro in coppia, con un antagonista che ha la funzione di aiutarci, di riflettere la nostra condizione, con il risultato di guidarci alla soluzione dei problemi in modo armonico.

Nessun tappetino a far da limite, nessuna immagine forzata o schemi rigidi di movimento o routine di esercizi ma lezioni in continua evoluzione in un’ottica di crescita continua, individuale e di gruppo, infatti, grazie al continuo cambio di partner, il risultato è collegiale perchè ognuno pone le proprie capacità al servizio degli altri.

Ed è in questo che l’aikido (dolce o meno) rende di più, nello scambio di energie, non solo fisiche.

Chiunque può praticare ed ottenere benefici dall’aikido dolce, è sufficiente lavorare con continuità e serenità, i risultati non tarderanno ad arrivare.

   Vieni a provare senza impegno, ci ritroviamo ogni martedi e giovedi mattina.

 

Chiama il 349 6615 469 per ulteriori informazioni.

 

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Arriva Settembre.

Arriva Settembre, con lui un nuovo Anno Accademico

Agosto è entrato nell’ultima decade, il pensiero va all’imminente nuova stagione, la ventesima.

Un pensiero doveroso è rivolto alla scorsa annata: una attività molto dura ha portato ottimi risultati dal punto di vista tecnico, i risultati degli esami lo confermano, siamo tornati ad esprimere una qualità di tutto rispetto sia in sessioni pubbliche sia negli esami svolti in dojo, frutto del lavoro e della determinazione di tutti gli allievi della scuola.
Adesso bisognerà mantenere lo standard se non lo si potrà elevare…Attendiamo i nuovi arrivi ed intanto prepariamo il Dojo per il ventesimo compleanno, concomitante con l’ingresso nel mondo degli avanzati di alcuni degli studenti del gruppo dei ragazzi che porteranno, o almeno vogliamo ben sperare, nuova energia e vitalità ai più grandicelli.
Per concludere vi invito a farvi vivi in dojo, dal primo di Settembre tutti i Lunedì, Mercoledì e Venerdì dalle 19.30, lezioni aperte a tutti per cominciare assieme per poi, in data da destinarsi dividersi nei due gruppi e definire meglio la didattica.

A i genitori dei bimbi comunico che partiremo con l’inizio della scuola con due lezioni settimanali ( Lun e Giov dalle 18,00 alle 19,00) a gruppi riuniti per poi definirli a fine mese ed approdare ai soliti giorni ed orari.

Vonde monadis e dateci sotto, gli esami incombono!

F.

Aikido agli istituti superiori, prove tecniche di dojo.

Una realtà assodata è che l’Aikido è semi sconosciuto, spesso la pratica è incompresa nei contenuti tecnici e nel messaggio filosofico, è compito degli insegnanti diffonderlo e farlo conoscere in tutti i modi.
Era il mese di Ottobre 2011 quando ho interpellato una professoressa di un liceo cittadino alle prese con una lezione di educazione fisica nei pressi dell’entrata del dojo proponendole dei cicli di quattro lezioni gratuite da svolgersi in dojo per introdurre e far conoscere l’aikido agli studenti, la collaborazione è stata ben accolta e questo mi ha portato a cercare contatti con altri istituti con risultati molto soddisfacenti.

Ho voluto coinvolgere le studentesse e gli studenti della scuola superiore in un esperimento che potesse essere di aiuto per me nello studio di un approccio  verso delle persone non particolarmente interessate alla disciplina e per loro nella conoscenza di un aspetto realistico di quelle che sono le arti marziali sopravvissute alla trasformazione in sport.

Il tempo a disposizione in questi casi è sempre poco, troppo poco anche solo per definire l’Aikido, l’unica via da seguire è provare a muoversi, fare un tentativo fisico di porre in atto delle tecniche , di volta in volta affiorano esempi e metafore che aiutano a capire meglio la natura della pratica di una delle più importanti e sfaccettate discipline marziali.

La sperimentazione continua e l’interessamento di altre professori fa ben sperare per il futuro, invito chiunque a mettersi in contatto con la nostra scuola se ci fosse la volontà ad aderire a questa iniziativa, di qualsiasi istituto si tratti.

Alla fine delle quattro lezioni l’unica cosa che chiedo agli studenti è un breve commento in calce a questo articolo, spero di riceverne e non solamente a favore.

Marco “Cosimo” D’Amico Sensei a Pordenone.

Nei giorni 5 e 6 Marzo prossimi sarà ospite sul nostro tatami per condurre uno stage il maestro Marco D’Amico 3° dan Aikikai Hombu, responsabile del Dojo Kikai di Roma

Marco è uno dei pochi insegnanti fedeli alla linea didattica del M° Fujimoto, lo stage sarà un’occasione per rivedere il modo di praticare che ci è familiare in un’ottica interpretativa diversa, mantenendo la sostanza invariata e mutando quello che è l’approccio dialettico, portando alla luce che l’aikido è un bene comune ma a seconda della chiave di lettura assume aspetti diversi, riportando interesse nella pratica delle basi senza dover cercare a forza la ricetta “esotica” per stimolare l’appetito aikidoistico.

Nell’attesa eccovi la locandina:

E se siete curiosi di vedere che faccia ha beccatevi sto video:

Se dopo cotanto spettacolo siete ancora dell’idea di unirvi a noi siete i benvenuti.

Dojo aperto

Domenica 7 Novembre 2010, scrivo la data perchè gli articoli durano nel tempo, abbiamo avuto graditi ospiti i genitori ed i fratelli/sorelle dei bambini che frequentano i due corsi attivi a Pordenone  unitamente a un manipolo di curiosi, amici dei nostri aikidoka, fortunatamente il tatami è abbastanza capiente e tutti hanno praticato senza incidenti anche se non ci sarebbe entrato più nessuno.

Spero che l’occasione sia risultata gradita a tutti, un’ora e mezza di lezione ci ha permesso di provare e mettere in pratica ben quattro tecniche diverse, certo non ci saranno stati grandi risultati ma credo che comunque la soddisfazione sia stata comune, almeno lo è stata per me che ho diretto la lezione.

Lo scopo di queste iniziative è primariamente quello di far vivere ai genitori che ci affidano i pargoli  l’esperienza dell’aikido dal di dentro.

Secondario ma non meno utile è il fatto che il curioso medio ha meno paura di provare a varcare la soglia del dojo in una situazione dove si è sicuramente mimetici e l’open day è l’ideale per i timidi.

Far provare a persone che non avrebbero l’intenzione di iscriversi ai corsi potrebbe sembrare una perdita di tempo ma proprio queste persone ci aiutano a smitizzare l’aikido e renderlo più potabile.

Dobbiamo continuare a cercare di aprire, non solo in senso metaforico, i dojo per poter far passare il messaggio di un’arte marziale sana ed ancora pulita, priva di tutto quello che di negativo lo sport si trascina dietro anche nei più piccoli dojo di provincia.

Da parte nostra siamo sicuri che l’offerta qualitativa (su quella quantitativa è superfluo scrivere, basta andare a vedere gli orari delle lezioni) è ai vertici in regione, sia per la preparazione degli insegnanti che per la disponibilità dei sempai ad accogliere chi si avvicina all’aikido.

Valutate quindi, prima di fare il grande passo, dove e a chi state andando a consegnare i vostri soldi, il tempo ed il vostro corpo se non quello dei vostri bimbi, perchè ci sono molte offerte e molti modi di fare aikido, spesso chi vende “l’originale aikido di Ueshiba” è messo lì ad insegnare per ragioni politiche care alle grandi associazioni senza neanche avere un grado ed un’esperienza necessari ad affrontare i problemi che un “maestro” deve risolvere quotidianamente.

Meditate gente, meditate e arrivederci al prossimo open day.

Decimo stage del M° Fujimoto a Pordenone

Sabato 24 e domenica 25 Aprile circa 100 aikidoka provenienti da tutta Italia sono saliti sul tatami a Pordenone in compagnia del M° Fujimoto, uno stage memorabile per l’intensità e la volontà di partecipare di tutti i presenti.

A nome mio e di tutti i miei allievi un doveroso ringraziamento al Maestro ed a tutti quanti sono intervenuti allo stage.

A parte devo ringraziare tutti quelli che hanno partecipato all’organizzazione, logistica, rinfresco, cena sociale, servizio taxi e quant’altro, grazie di cuore, anche se magari l’importanza del gesto per ora vi sfugge.

Fabrizio Bottacin, resposabile del Dojo “Aikikai Pordenone”.