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BENVENUTI…

27 ago

Benvenuti nel sito del Dojo Aikikai Pordenone, dell’unica scuola di Aikido di Pordenone.
Benvenuti nel covo di fanatici vestiti da donna (cit).
Benvenuti tra quelli che non fanno gare, match, tornei e non possono vantarsi di essere campioni mondiali nella categoria “maschile, mancini, peso lucertola, biondi ossigenati e possessori di SUV”.
Benvenuti tra quelli che non combattono ma praticano.
Benvenuti tra quelli che non portano cinture colorate ma si dividono tra gradi KYU e DAN.
Benvenuti tra quelli che non rompono tavolette, mattoni, travi e incudini perchè ci si fa male.
Benvenuti tra quelli che non fanno calci volanti, spaccate, verticali ma faticano e sudano stando coi piedi ben saldi a terra.
Benvenuti tra quelli che le leve le fanno sul serio ed imparano a gestirle con gentilezza e determinazione.
Benvenuti tra quelli che le cadute le fanno anche per il piacere di farle bene, perchè una caduta ben fatta (come una telefonata) allunga la vita.

Insomma benvenuti tra quelli che nel mondo delle arti marziali fanno finta.

Venite a fare finta con noi, ci divertiamo e cresciamo un pò assieme, tutti.

Alcune riflessioni

15 feb

Preso da wikipedia (voce: Zigmunt Bauman) (corsivi miei)

Secondo Bauman, nella modernità la morale è la regolazione coercitiva dell’agire sociale attraverso la proposta di valori o leggi universali a cui nessun uomo ragionevole (la razionalità è caratteristica della modernità) può sottrarsi.

Non si può invece parlare de LA morale post-moderna, perché la fine delle “grandi narrazioni” del Novecento, cioè le ideologie, ha reso impossibile la pretesa di verità assolute, e quindi ci possono essere tante morali. Bauman propone UN tipo di morale: la morale nasce come (ed è sostanzialmente) il consegnarsi totalmente dell’io al tu (ovvero di me all’altro). È un fatto assolutamente e totalmente individuale e libero.

Poiché non può esistere un terzo che mi dice se la mia azione è morale oppure no, non c’è più società, la quale necessita sempre di almeno tre persone. Ma come si traduce questa definizione individuale nella concreta pratica sociale?Bauman specifica che questa libertà di donarsi è sempre dentro a certi vincoli e costruzioni dati da una struttura che è, appunto, la società. L’impulso ad essere per l’altro, a donarsi all’altro, indipendentemente da come l’altro si atteggia nei propri confronti non è razionale; per questo per Bauman la morale (originata da tale impulso) è del tutto irrazionale.

L’origine della morale è sempre un atto individuale, implica necessariamente un io (è la mia decisione), mai un noi (non è un atto collettivo, né l’esito di un accordo, perché è sempre la scelta del singolo di atteggiarsi in un certo modo nei confronti dell’altro). Se non c’è l’io l’atto morale non c’è.

La morale quindi è un atto del tutto individuale, ma crea la società. La società nasce da una scelta etica individuale, l’atto etico individuale va fatto da me e non da altri, e però crea un vincolo: viviamo in società, siamo in società, solo in virtù del nostro essere morali.

Per Bauman solitamente si incontra l’altro “non come persona”: Bauman usa il termine “persona” nel senso in cui viene usato dall’interazionismo simbolico, per cui il concetto di persona è inteso nel senso di una maschera che ricopre un ruolo. L’identità di ogni individuo è la somma di tutti i ruoli che copre, per questo si parla solo di persone, cioè di attori che ricoprono ruoli. L’atto morale ci permette di incontrare l’altro non come persona/maschera, ma come volto, cioè nella sua vera identità e non nel ruolo. Con l’atto morale mi consegno a una debolezza assoluta (l’atto morale è l’antitesi del potere o della sua logica, che è forza) perché riconosco all’altro la possibilità di comandarmi, accetto di consegnarmi a lui.

Il paradosso della morale per Bauman è che da un lato crea disordine, dall’altro è necessario come atto fondante della società (senza l’impulso di aprirsi all’altro non ci sarebbero le relazioni sociali). Tuttavia, essendo l’impulso della morale irrazionale e libero, è in antitesi all’ordine sociale, e pertanto la morale rischia di non avere molto spazio in una società sempre più complessa che ha bisogno di regole sempre più sofisticate.

Quindi l’aikido è morale…

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